(Mineo, 5 ottobre 1934 – Milano, 8 febbraio 2012)
L'8 febbraio del 2012 moriva Mario Francesco Novità. A molti menenini il suo nome dirà poco, ma al pari di altri funzionari (il prefetto Pietro Rizzo, ad esempio), ha svolto un ruolo importantissimo nel panorama istituzionale della Repubblica.
Il dottor Novità ha ricoperto ininterrottamente dal 20 giugno 2001 al 17 maggio 2009 l'ufficio direttivo superiore di Presidente della Corte di Appello di Torino. Collocato a riposo ebbe il conferimento del titolo onorifico di presidente Aggiunto della Corte Suprema di Cassazione.
Tra i tanti riconoscimenti, il primo febbraio del 2010, gli è stata conferita l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana (il più alto degli ordini della Repubblica italiana).
Si laureò a Catania in Giurisprudenza con il massimo dei voti e la lode, vincitore di una borsa di studio, si specializzò, successivamente, in scienze amministrative presso l'Università di Bologna.
Entrato in magistratura, nel 1979 fu nominato magistrato di cassazione e nel marzo del 1993 gli furono affidate le funzioni di Presidente di Sezione della Corte di Appello di Milano.
Il Novità è stato autore di numerose pubblicazioni concernenti il diritto processuale civile, penale ed amministrativo ("Il difetto di legittimazione territoriale del procuratore nel procedimento davanti al Pretore" - 1960, "Sulla competenza a decidere i ricorsi contro le operazioni elettorali nel caso di nullità delle elezioni" - 1957; "L'imputato e la prova delle esimenti" – 1957; "Brevi note intorno all'onere della prova delle cause esimenti penali" – 1957; "Poteri del giudice e delle parti" - 1996; "I contratti reali" - 1978; "Giudizio monocratico e giudizio collegiale" - 1994 ecc.
Per chiudere questo breve ricordo è bene usare le parole del suo successore alla presidenza della Corte d'Appello di Torino, dottor Mario Barbuto: «Nel corso della sua lunghissima carriera di magistrato, il dr. Novità ha dimostrato preparazione giuridica non comune in ogni settore del diritto, grande equilibrio, straordinaria capacità organizzativa, eccezionale laboriosità ed altissimo senso del dovere. Il suo excursus professionale è costellato di numerosi lusinghieri apprezzamenti sia nell'ambito della magistratura sia in quello forense per il finissimo acume giuridico e l'esemplare stile di vita. L'innata signorilità del tratto costituisce, infine, il suggello ad una straordinaria e cristallina carriera.»
[fonte: http://www.distretto.torino.giustizia.it]